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20 de enero de 2011 | |

Un’industria tra gli alberi

Altri impianto di cellulosa è confermato per l’Uruguay

L’impresa Montes del Plata dell’Uruguay, consorzio delle forestali Arauco del Cile e Stora Enso di Svezia-Finlandia, ha firmato martedí il contratto di investimento per l’installazione di un impianto di cellulosa nella localitá uruguaiana di Conchillas, dipartimento di Colonia.

Cosí lo ha annunciato la compagnia in una conferenza stampa nella Torre Esecutiva, sede del governo nella capitale uruguaiana, Montevideo. L’investimento totale raggiungerebbe i 1900 milioni di dollari, la maggiore in mano a privati nella storia del paese.

Il progetto include la costruzione di un moderno impianto di cellulosa, un porto per l’esportazione del prodotto e l’arrivo del legno, e un’unitá generatrice di energia a base di risorse rinnovabili (biomassa forestale).

Il legno che servirá come materia prima per la nuova industria arriverá dalle piantagioni forestali della propria Montes del Plata in nove dipartimenti del paese. Il consorzio tra Stora Enso e Arauco é il maggior proprietario di terre del paese, con piú di 250 000 ettari.

Il nuovo impianto diventerebbe operativo nel primo trimestre del 2013. in base al comunicato stampa dell’impresa, durante la fase di costruzione verranno impiegati in media 3200 lavoratori, con un massimo stimato di 6000. Una volta conclusi i lavori, l’impianto darebbe lavoro a 500 persone in forma diretta.

L’aumento della forestazione in Uruguay e l’installazione di impianti di cellulosa preoccupa le organizzazioni ambientaliste nazionali, specialmente quelle del Gruppo Guayubira, per gli impatti ambientali e sociali di queste attivitá. Tra questi viene messo in evidenza la scarsitá di acqua nelle zone con monocolture di alberi, lo spostamento dei produttori rurali e la conseguente diminuzione della produzione di alimenti, la concentrazione della terra in latifondi e la sua proprietá in mano di privati stranieri.

In Uruguay giá sta funzionando un impianto di cellulosa, dell’impresa finlandese UPM-Kymmene, e ci sono circa un milione di ettari forestali di eucalipti e pini. Il paese ha un totale di 16 di ettari coltivabili.

Nel novembre del 2010 il Gruppo Guayubira ha denunciato le pressioni di Montes del Plata al Ministero di Allevamento, Agricoltura e Pesca perché venissero riclassificati i suoli del dipartimento di Colonia e aggiungesse 100 000 ettari di prioritá forestale. La superficie totale di Colonia é di 610 000 ettari, secondo Guayubira. Per Montes del Plata le piantagioni nel dipartimento nel quale installerá la sua fabbrica di cellulosa significano la dimininuzione dei costi di trasporto.

A metá dicembre il sindaco di Colonia, Walter Zimmer, ha segnalato: “non esiste nessun altro piú contrario di me alla forestazione”, citato da El Ecosemanario dell’Uruguay.

Alla fine dello stesso mese la Giunta Dipartimentale di Colonia (Legislativo) ha approvato a maggioranza un decreto che regola i progetti forestali nel territorio. Concretamente viene proibito “qualsiasi lavoro forestale che superi l’8 per cento della superficie dei censimenti rurali minori a 100 ettari”, in base a quanto ha informato il quotidiano uruguaiano La República. La misura mira a mantenere, tra l’altro, la diversitá produttiva del dipartimento.

Due mesi prima il sindaco di Colonia aveva chiesto appoggio al presidente uruguaiano, José Mujica, per penalizzare la forestazione in quel territorio. Zimmer ha evidenziato in quel momento che Colonia é un dipartimento produttivo, un bacino caseario con suoli di alta qualitá per coltivare alimenti, con un’accumulazione genetica d’allevamento di 50 anni.

“É un crimine, un assassinio, prendere un’area di campagna e piantare alberi, significa rovinare il dipartimento in cui siamo produttori di alimenti e abbiamo una riserva d’acqua molto importante. Qui ció che mancherá in futuro saranno alimenti e acqua, e ogni eucalipto si porta via 200 litri d’acqua al giorno”, ha detto Zimmer secondo El Ecosemanario. Il tempo dirá se la sua volontá politica si manterrá e se sará, in questo caso, piú forte che il capitale transnazionale.

Tradutrice: Giorgia Scurato

Foto: http://www.flickr.com/photos/greghickman/

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